Urban ReLoad

6 visiting professor | Aldo Cibic | Tommaso Corà | Italo Rota | Mosè Ricci | Kengo Kuma Studio

1 supervisor | Pino Scaglione

9 tutor | Stefania Staniscia | Chiara Rizzi | Marco Malossini | Alberto Ulisse | Thomas Demetz | Vincenzo Cribari | Fabio Cella | Gaia Grossi | Sara Favargiotti

In partnership con | Università degli Studi di Trento | Laboratorio TALL | Comune di Rovereto | Urban Center di Rovereto | Leitner Ropeways

L’architettura contemporanea affronta il tema non solo del semplice riuso, bensì del riciclo, come “strategia per l’architettura, la città e il pianeta”, seguendo i temi della mostra Re-cycle, tenutasi al MAXXI di Roma.
I luoghi del lavoro del passato, ormai abbandonati e inseriti nel tessuto urbano, sono “rovine” che parlano di un passato importante, ma senza un futuro stabilito. Occasioni di sfruttare per le pressanti necessità dei centri urbani in crescita. Sfruttando gli spazi già esistenti nascono nuovi parchi, nuovi servizi, nuove abitazioni, nuovi spazi collettivi. Se non con azioni predisposte, in maniera spontanea, come successo a Detroit dove gli abitanti si sono riappropriati degli spazi abbandonati (quartieri, strade, edifici, fabbriche) e li hanno reinventati. Il reload urbano s’incentrerà su edifici industriali da ripensare all’interno della realtà urbana di Rovereto. Un’officina creativa della sostenibilità in cui ragionare, dialogare e progettare nuovi spazi urbani, in una città, Rovereto, con un passato industriale importante che ha saputo reinventarsi come città dei musei, come centro universitario e culturale e come riferimento nel campo dell’innovazione e della sostenibilità, puntando anche sulla mobilità sostenibile. Vogliamo scommettere sulla capacità di questi spazi di entrare a far parte delle dinamiche urbane, di essere cioè un nuovo sistema di relazione, capace di ospitare una molteplicità di usi, grazie alla sua flessibilità e all’attuale indeterminatezza di uso. Gli edifici abbandonati e soprattutto le aree industriali dismesse diventano uniche e grandi opportunità per la città per la riappropriazione di spazi e la collocazione di funzioni. Questo può avvenire solo creando una rete di percorsi/infrastrutture di collegamento e di supporto, di unione tra l’esistente ed il nuovo, implementando le strutture esistenti con i mezzi ecologici del futuro. In particolare nella Provincia di Trento, dove la sempre minore possibilità di nuove costruzioni, dovuta all’inedificabilità delle aree agricole di pregio, porta necessariamente l’attenzione a questi luoghi, una volta esterni alla città ed ora inseriti nell’areale urbano. Ripensarne l’uso, le connessioni con i percorsi e con le strutture urbane e di paesaggio: percorsi pedonali e ciclabili, nodi infrastrutturali, musei, spazi pubblici,…